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giovedì 3 gennaio 2013

RCI Banque Obbligazioni – Tasso fisso 6%, AUD al 2016


Continuiamo nel proporre Obbligazioni a tasso fisso e obbligazioni in valuta, il tutto in ambito di diversificare il portafoglio, visto che non crediamo alla fine della crisi del debito sovrano europeo.

Non ci fidiamo di quello che da qui a poco potrebbe succedere sui mercati, causa l’avvicinarsi del periodo antecedente alle elezioni politiche Italiane.

Per questi e altri motivi prettamente economici, riteniamo che non sia ancora il momento di abbassare al guardia, per cui la diversificazione del portafoglio, tramite titoli in valuta diversa da Euro e USD, potrebbe rivelarsi ancora efficace a inizio 2013.

Obbligazioni Fortis Bank Tf 6,875% in AUD sc. 08/2015


Continuiamo la nostra ricerca di prodotti obbligazionari che possano suscitare un minimo d’interesse.

A questo proposito, vorremmo proseguire con un’obbligazione bancaria, meglio ancora un‘obbligazione in valuta, per la precisione emessa in Dollari Australiani, già noti a molti di noi, in quanto spesso e volentieri utilizzati per diversificare il portafoglio ed uscire dal giardinetto dell’Euro.

L’emittente del prestito obbligazionario è Fortis, istituto facente parte del gruppo francese BNP Paribas.

Obbligazione BNP TF 4,95% Sc 29.06.2015 AUD, periodo contenuto e quotazione ancora valutabile


Avevamo già accennato al gruppo BNP Paribas in alcuni recenti post in cui portavamo all’attenzione emissioni obbligazionarie Fortis Bank, questo in quanto Fortis è una delle banche che sono aggregate di BNP Paribas e quindi possono godere di un rating A+.

In particolare avevamo proposto nell’ambito di obbligazioni bancarie, strumenti a tasso fisso, in occasione di post quali :

Come potete osservare si trattava di obbligazioni in valuta diversa dall’euro, questo in quanto, nell’ultimo periodo a nostro avviso si sarebbe dovuto iniziare una rotazione del proprio portafoglio, anche a causa dell’impossibilità di trovare sul mercato obbligazioni corporate a prezzi “logici”.

Tale “rotazione” prevedeva oltre a commodity e emissioni obbligazionarie di paesi emergenti anche un quantitativo minimo di obbligazioni bancarie, meglio se in valuta in modo da mantenere una certa diversificazione del portafoglio.

Anche la proposta odierna rientra in questo campo si tratta infatti di un obbligazione bancaria in valuta estera, precisamente in Dollari Australiani.